Palazzo Lanza Tomasi

palazzo lanza tomasi palermo  - dimore storiche italiane

Il Palazzo Lanza Tomasi è ubicato nel centro storico di Palermo, nel cuore del quartiere Kalsa, l’araba Halisa, la cittadella eletta degli Emiri. Il palazzo, sorto alla fine del Seicento sulla Mura della Cattive, i bastioni spagnoli cinquecenteschi, si affaccia sullo splendido lungomare di Palermo con le dodici finestre della facciata e la lussureggiante terrazza, un vero e proprio giardino pensile ricco di essenze mediterranee e subtropicali.
Il palazzo è stato l’ultima dimora del Principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il celebre autore del Gattopardo, il quale vi trascorse gli ultimi anni della sua vita , sino alla morte nel luglio 1957, dopo la distruzione del suo palazzo avito, Palazzo Lampedusa, nei bombardamenti alleati del 5 aprile 1943. Il figlio adottivo Gioacchino Lanza Tomasi ha ricostituito l’intera proprietà negli anni Settanta e ne ha amorevolmente curato il restauro.
Il fascino principale del palazzo risiede nella sua posizione e nel gioco degli spazi e delle luci. L’arredamento ha il carattere delle grandi dimore patrizie palermitane e presenta una raccolta di mobili e arredi della migliore ebanisteria siciliana.

Il piano nobile del palazzo costituisce in gran parte la casa museo dello scrittore. La biblioteca storica di Giuseppe Tomasi di Lampedusa è rimasta intatta dall’epoca della sua morte. Nella sala da ballo sono esposti tutti i suoi manoscritti: il manoscritto completo del Gattopardo, quello della quarta parte del romanzo contenente una pagina che con compare nella pubblicazione, il dattiloscritto, i manoscritti della Lezioni di Letteratura Francese e Inglese e dei Racconti, una prima stesura de La Sirena. Nello scalone monumentale, nelle due sale di ingresso e nella biblioteca storica l’arredamento è formato quasi interamente da mobili e quadri provenienti dal distrutto Palazzo Lampedusa e dal palazzo di Santa Margherita di Belice, la residenza estiva dei Filangeri di Cutò, la famiglia materna dello scrittore, distrutta dal terremoto della valle del Belice nel 1968. Nella biblioteca, due grandi bocce di Caltagirone primo Settecento e, sopra il caminetto, un San Girolamo firmato da Jacopo Palma il Giovane. Nella sala da ballo le sovrapporte e alcuni mobili settecenteschi provengono da Palazzo Lampedusa, e così pure numerosi quadri tra i quali è interessante un piccolo quadro di Domenico Provenzani raffigurante la famiglia del “Duca Santo” Giulio Tomasi di Lampedusa, duca di Palma, tra i cui figli si annoverano San Giuseppe Maria Tomasi e la Venerabile Suor Maria Crocifissa (la Beata Corbera del Gattopardo). I restanti arredi del piano nobile provengono da Palazzo Lanza di Mazzarino. Tra questi uno splendido tavolo in marmo intagliato della metà del Cinquecento, originariamente nella Villa Palagonia, due rari cassettoni siciliani in ebano e avorio del primo Settecento, due lampadari a gabbia di Murano modello Rezzonico e uno centrale di epoca Luigi XVI, quadri di Pietro Novelli, Antonio Catalano, Federico Barocci.

Tra le opere di artisti moderni e contemporanei, alcuni bozzetti di scenografie di Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Robert Wilson, due ritratti a penna di Pablo Picasso, 1910, raffiguranti la Marchesa Anita di Villa Urrutia, nonna di Gioacchino Lanza Tomasi, e un ritratto di sua madre Conchita firmato da Giulio De Blas.

Il terzo piano del palazzo è stato diviso in appartamenti che vengono affittati per uso turistico.

 


tomasi lampedusa palermo  - dimore storiche italiane

Il palazzo Lanza Tomasi si affaccia sul lungomare di Palermo. Fu edificato sulle casematte militari retrostanti le mura cinquecentesche della città nella seconda metà del Seicento. Sull’inizio del Cinquecento, nel momento cruciale per la supremazia navale del sud del Mediterraneo, la Spagna munì di nuove fortificazioni le città della Sicilia. Furono allora eretti i bastioni per la nuova guerra di artiglieria. Il lungomare di Palermo era difeso a Nord dal forte di Castellamare, a sud dal bastione di Vega, e fra i due fu eretto il bastione del Tuono. A ridosso delle mura la zona era militarizzata e soltanto nella seconda metà del Seicento si cominciarono ad edificare i palazzi a ridosso delle mura. Il bastione del Tuono venne demolito attorno al 1720, quello di Vega sul finire del secolo. I primi edifici furono il palazzo Branciforte di Butera ed il Noviziato dei Crociferi. I Branciforte possedevano l’intera cortina muraria da porta Felice al bastione del Tuono. Gli edifici al ridosso del bastione furono ceduti ai Gravina e da questi affittati ai Padri Teatini che li adibirono a Collegio Imperiale per l’educazione dei nobili. Il Collegio fu fondato durante la guerra di successione di Spagna e nell’anno della fondazione, 1728, Palermo riconosceva come sovrano Carlo VI di Asburgo. Il Collegio fu chiuso nel 1768 e il palazzo fu acquistato da Giuseppe Amato, Principe di Galati. Questi unificò in un unico prospetto di stile vanvitelliano la facciata sul mare, formata da dieci finestre con prospiciente terrazza di m.80×9.
Nel 1849 il palazzo fu acquistato dal Principe Giulio Fabrizio di Lampedusa, astronomo dilettante, con l’indennizzo versatogli dalla corona per l’espropriazione dell’isola di Lampedusa. Giulio Fabrizio sarà il modello per il protagonista del “Gattopardo”, il romanzo scritto dal suo pronipote Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Nel 1862 i De Pace, una famiglia di armatori imparentati con i Florio, acquistarono metà del palazzo e lo trasformarono secondo il gusto del tempo. Fu realizzato il grande scalone con materiali di risulta dalle demolizioni per la costruzione del Teatro Massimo, e costruita la grande sala da ballo con parquet a doghe portanti di noce e ciliegio alternate.

Nel 1948 Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che aveva perso il palazzo di famiglia nel bombardamento del 23 aprile 1943, ricompra la proprietà dai De Pace, e vi vivrà fino alla morte avvenuta nel 1957. Il figlio adottivo, Gioacchino Lanza Tomasi, ha riunificato l’intera proprietà e compiuto un completo restauro dell’edificio. La biblioteca dello scrittore e la sala da ballo sono in gran parte arredate con mobili provenienti dal distrutto palazzo Lampedusa, gli altri ambienti con mobili ed arredi provenienti dal palazzo Lanza di Mazzarino.
La famiglia Lanza Branciforte, di origine sveva, oltre al contado di Mazzarino deteneva il titolo di principe di Butera, primo pari del Regno e di principe di Trabia, secondo pari del regno. La famiglia Tomasi annovera nella sua storia la dedizione mistica del duca Santo, fondatore di Palma Montechiaro, fra i cui figli si annoverano il Cardinale San Giuseppe Maria Tomasi e la Venerabile Suor Maria Crocifissa, autrice di testi mistici, sepolta nel Monastero Benedettino del SS Rosario in Palma Montechiaro.


visite palazzo tomasi  - dimore storiche italiane

Il Palazzo Lanza Tomasi è aperto al pubblico soltanto per gruppi non inferiori alle 15 persone.
I proprietari, i duchi di Palma Gioacchino e Nicoletta Lanza Tomasi, che vi risiedono stabilmente e parlano, oltre all’italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo, conducono personalmente la visita alla terrazza e al piano nobile del palazzo. Durante la visita è possibile ammirare la biblioteca storica del Principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa e i suoi manoscritti, tra i quali il manoscritto completo del Gattopardo. Il proprietario, figlio adottivo e erede letterario dello scrittore, nonché musicologo e direttore di teatri d’opera, è disponibile per conferenze sul romanzo e il suo autore, oppure su argomenti di carattere musicale e di storia della Sicilia.

E’ possibile organizzare eventi culturali quali concerti, mostre, presentazione libri, e così pure cocktails, pranzi e cene per gruppi interessati all’arte, alla cultura, alla letteratura e alla gastronomia siciliana.

La proprietaria si occupa personalmente della preparazione dei menù, composti da piatti tradizionali siciliani, spesso da lei rivisitati, che riflettono le millenarie influenze delle diverse culture che si sono avvicendate nella storia della Sicilia.
La duchessa organizza anche corsi di cucina siciliana (“A Day Cooking with the Duchess“), un’affascinante esperienza culinaria e culturale di una giornata che include la visita al pittoresco mercato del Capo, la lezione nella cucina del palazzo, il pranzo e la visita al piano nobile e alla terrazza.

Una parte del palazzo è divisa in appartamenti che vengono affittati per soggiorni brevi (www.butera28.it). Gli appartamenti sono arredati con mobili d’epoca, hanno cucine completamente attrezzate e sono tutti forniti di Wi-fi, aria condizionata, riscaldamento centralizzato, lavastoviglie, TV. Alcuni hanno terrazze con splendida vista sul mare oppure balconi che si affacciano sul centro storico.


Servizi Offerti :
Soggiorni Brevi
Weekend
Vacanze
Location Eventi Aziendali
Location Eventi Privati
Location Eventi Culturali
Location Set Cinematografici
Visite Culturali
Ristoranti

Caratteristiche Generali

  • Piscina :
  • Wellness SPA :
  • Accessibilità Disabili :
  • Internet :
  • Animali ammessi :
  • Parco o Giardino :

Ospitalità

  • Numero Camere : 13
  • Posti Letto : 26
  • Prezzo Dimora al giorno : Dato n.d.
  • Prezzo Dimora a settimana : Dato n.d.
  • Prezzo camera al giorno : Dato n.d.
  • Prezzo camera a settimana : Dato n.d.

Eventi e Matrimoni

  • Saloni : 6
  • Posti a sedere : Dato n.d.

Set Cinematografici

  • Set in Esterni :
  • Set in Interni :
  • Set in Giardino :
  • Set in Piscina :
  • Acessibilità Mezzi :

Ristorazione

  • Colazione : Costo n.d
  • Brunch : Costo n.d
  • Pranzo : Costo n.d
  • Aperitivo : Costo n.d
  • Cena : Costo n.d

Visite

  • Costo Biglietto : Costo n.d
  • Giorni : Dato n.d.
  • Orari : Dato n.d.
  • Bookshop :
  • Visita con Guida :
Palazzo Lanza Tomasi

Regione : Sicilia

Provincia : PA

Comune : Palermo

Indirizzo : Via Butera, 28

C.A.P. : 90133

Sito Web
Visita Sito Web
Info

Telefono: 333 3165432

Luoghi d’interesse nelle vicinanze:

Da Palazzo Lanza Tomasi è possibile raggiungere a piedi tutti i luoghi di interesse turistico e culturale del centro storico. Nelle immediate vicinanze troviamo le chiese di Santa Maria della Pietà, Santa Teresa alla Kalsa, Santa Maria degli Angeli (la Gancia), Santa Maria della Catena, Palazzo Abatellis, l’Orto Botanico, Palazzo Chiaramonte, Piazza Marina, Palazzo Mirto. In pochi minuti si raggiungono la Chiesa di San Francesco, l’Oratorio di San Lorenzo, il mercato della Vucciria, Piazza San Domenico, gli Oratori del SS. Rosario, di Valverde e di Santa Cita, la chiesa di Santa Cita. Se si risale per via Alloro si incontrano la Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Gangi, i Quattro Canti con le chiese della Martorana, San Cataldo, Santa Caterina, San Giuseppe dei Teatini, Piazza Pretoria con la celebre Fontana, Casa Professa. Proseguendo lungo Via Vittorio Emanuele si giunge sino alla Cattedrale, al Museo Diocesano, al Palazzo Reale con la Cappella Palatina e a San Giovanni degli Eremiti. Una breve passeggiata ci porta anche al Teatro Massimo e al mercato del Capo.


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kalsa palermo palazzo1  - dimore storiche italiane

“The 17th century Lanza Tomasi Palace, facing the seafront, is the home of Duke Gioacchino Lanza Tomasi, the adoptive son of Prince Giuseppe Tomasi di Lampedusa, author of one of the greatest works of modern Italian literature, The Leopard. The gracious duke and his charming wife, Nicoletta, have converted 12 apartments of their palazzo to short-stay apartments, filling them with family pieces and all the modern conveniences. […] The duchess also offers cooking classes, and she and the duke are at hand to provide a wealth of advice to help you get the most out of their beloved Palermo”                                                                                                                                Frommer’s Italy


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